Obiettivi
- Identificare, integrare e mettere in relazione il concetto di salute e di assistenza, da una prospettiva storica, per comprendere l'evoluzione dell'assistenza infermieristica.
- Conoscere e applicare i fondamenti e i principi teorici e metodologici dell’assistenza infermieristica.
- Comprendere il comportamento interattivo della persona in funzione del genere, del gruppo o della comunità, all’interno del proprio contesto sociale e multiculturale.
- Basare gli interventi infermieristici sull’evidenza scientifica e sulle risorse disponibili.
Prerequisiti
Non sono richieste conoscenze preliminari.
Risultati di apprendimento
RK10.- Identificare, integrare e mettere in relazione il concetto di salute e di assistenza, da una prospettiva storica, per comprendere l’evoluzione dell’assistenza infermieristica.
RK11.- Comprendere, da una prospettiva ontologica ed epistemologica, l’evoluzione dei concetti centrali che configurano la disciplina infermieristica, nonché i modelli teorici più rilevanti, applicando la metodologia scientifica nel processo di cura e sviluppando i relativi piani di cura.
RK24.- Conoscere e applicare i fondamenti e i principi teorici e metodologici dell’assistenza infermieristica.
Descrizione dei contenuti
1. Introduzione alle scienze umane sanitarie e alla storia dell’assistenza.
2. Concettualizzazione storica e storiografica: metodologia e studio delle fonti storiche.
3. Evoluzione umana. Salute e malattia nelle società preistoriche: nomadismo e sedentarismo: le origini dell’assistenza.
4. La cultura dell’assistenza nelle prime civiltà del mondo antico: Mesopotamia ed Egitto.
5. L’arte dell’assistenza nell’antichità classica: Grecia e Roma.
6. Il Medioevo e l’istituzionalizzazione dell’assistenza: lo sviluppo degli ospedali. Visione teocentrica della salute: l’epidemia come punizione divina. I due imperi in cui sopravvisse il sapere classico: quello islamico e quello bizantino.
8. La rivoluzione scientifica e la sua influenza sull’assistenza. La scoperta dell’anatomia umana. L’assistenza nell’età moderna. L’Europa protestante e le conseguenze sull’assistenza. La Controriforma e il Secolo d’Oro dell’assistenza infermieristica: i primi trattati di infermieristica.
9. La politica sanitaria nel Secolo dei Lumi: l’Illuminismo e l’assistenza.
10. L’assistenza infermieristica nell’epoca contemporanea. Florence Nightingale: la Scuola di St. Thomas.
11. La professionalizzazione della professione infermieristica in Spagna. Fondazione della Scuola di Santa Isabella d’Ungheria.
12. L’istituzionalizzazione della professione infermieristica in Spagna: accesso all’università e comparsa delle specializzazioni infermieristiche.
13. L’approccio scientifico nell’assistenza infermieristica: la scienza infermieristica
14. Paradigmi infermieristici: concetti del metaparadigma infermieristico: persona, ambiente, salute e infermieristica.
15. Scuola di pensiero infermieristico e modelli teorici dell’assistenza infermieristica.
16. Quadro integrale per lo sviluppo delle diagnosi infermieristiche (NANDA), degli esiti del paziente (NOC) e degli interventi infermieristici (NIC).
Attività formative
P1. Lezioni frontali: esposizione dei fondamenti storici, concettuali ed epistemologici della scienza infermieristica, con particolare attenzione all’evoluzione dell’assistenza, alla professionalizzazione della disciplina, ai paradigmi e ai modelli teorici e al processo infermieristico. 40 ore (40 in presenza).
P2. Lezioni interattive: analisi e discussione di fonti storiche, eventi rilevanti e modelli infermieristici, mettendo in relazione l’evoluzione del concetto di salute e di assistenza con lo sviluppo della disciplina e della pratica infermieristica. 20 ore (20 in presenza).
P5. Studio individuale, risoluzione di casi o problemi, ricerche bibliografiche: studio e consolidamento dei contenuti, analisi di casi e situazioni di assistenza e ricerca di evidenze scientifiche sui modelli e le teorie infermieristiche, nonché sull’applicazione del processo infermieristico e delle tassonomie NANDA, NOC e NIC. 81 ore (0 in presenza).
P6. Tutoraggio: orientamento e monitoraggio dell’apprendimento, chiarimento dei dubbi e supporto nell’integrazione dei fondamenti storici, teorici e metodologici dell’assistenza infermieristica e nella loro applicazione al processo di cura. 5 ore (5 in presenza).
P7. Prove di conoscenza: Valutazione delle conoscenze relative all’evoluzione storica dell’assistenza, ai fondamenti teorici e metodologici della scienza infermieristica, ai paradigmi e ai modelli infermieristici e al processo di pianificazione dell’assistenza. 4 ore (4 in presenza).
Totale: 150 ore (69 in presenza / 81 a distanza).
Sistema e criteri di valutazione
SE1.- Attività pratiche (30%)
SE2.- Prove finali di verifica delle conoscenze (70%)
SESSIONE ORDINARIA
SE2. Esame teorico (70%)
La prova di autovalutazione di metà quadrimestre non comporterà l’esonero dalla materia.
L’esame consisterà in domande a scelta multipla con quattro opzioni di risposta, di cui solo una sarà corretta. Le risposte errate saranno penalizzate con la sottrazione di un terzo (33,33%) del valore della domanda.
SE1. Attività pratiche - Seminari (30%)
Risoluzione di casi pratici durante i seminari.
Frequenza minima del 70% delle lezioni frontali e del 70% dei seminari per mantenere la valutazione continua. Non vengono conteggiati solo due tipi di assenze: quelle coperte da un’esenzione concessa, nei termini e nei periodi previsti, e quelle dovute a malattia comprovata da documentazione e se il Responsabile del corso di laurea emette un parere favorevole (REA, art. 3.2.b.ii). Le assenze per altre cause (decesso di un familiare, incarico pubblico, lavoro senza esonero, competizione sportiva o esame di un’altra materia) dovranno essere comunicate al Responsabile del corso di laurea per la relativa valutazione. Finché quest’ultimo non si pronuncerà, l’assenza continuerà a essere considerata come mancanza di frequenza.
Il voto finale si otterrà mediante la somma ponderata delle componenti SE1 e SE2. Per effettuare tale somma, sarà necessario ottenere un punteggio minimo di 5 su 10 in SE2 e di 5 su 10 in SE1. Per superare l’esame, il voto finale ponderato, troncato a una cifra decimale, dovrà essere pari o superiore a 5,0 su 10.
Per verificare il minimo richiesto in SE1, la valutazione media dell’insieme dei casi clinici dei seminari sarà preventivamente troncata a una cifra decimale, senza arrotondamento. La media risultante dovrà essere pari o superiore a 5,0 su 10. Ad esempio, una media di 4,98 verrà troncata a 4,9 e non raggiungerà il minimo richiesto. Non sarà richiesto un punteggio minimo per ogni singolo caso clinico. Un seminario non frequentato viene valutato come 0.
Con un SE2 inferiore a 5,0, la materia viene considerata non superata nella sessione ordinaria.
In caso di mancata superamento della valutazione continua o della parte pratica (SE1 inferiore a 5), SE1 non viene conteggiato e si supera l’esame solo con la prova teorica, che richiede un minimo di 7,2 (0,70 × 7,2 = 5,04), e mantiene il peso pubblicato nella guida didattica.
Gli studenti che saltino un seminario e abbiano un’esenzione o un’assenza giustificata, dovranno svolgere il compito e consegnarlo entro i termini stabiliti dal docente della materia.
Sia nella sessione ordinaria che in quella straordinaria, il voto finale verrà troncato a una cifra decimale, eliminando le cifre decimali successive senza arrotondamento.
SESSIONE STRAORDINARIA
La prova comprenderà due parti e ogni studente svolgerà quella che gli compete (o entrambe):
Parte teorica (SE2, 70%): prova a scelta multipla, alle stesse condizioni della sessione ordinaria.
Parte pratica (SE1, 30%): risoluzione di casi pratici, equivalente a quella della sessione ordinaria.
Il voto è la somma ponderata delle componenti (SE1 e SE2). Per sommare entrambe le componenti è necessario ottenere un punteggio minimo di 5 su 10 nella parte SE2 e di 5 su 10 nella parte SE1.
Verrà mantenuto il voto della parte superata nella sessione ordinaria (SE2 con 5,0 o più; SE1 con 5,0 o più), anche nel caso in cui lo studente non abbia superato la valutazione continua o non si sia presentato all’esame ordinario. In tal caso si terranno in considerazione le attività della SE1 da lui svolte. Lo studente sostiene solo la parte non superata, salvo rinuncia scritta al voto di una parte superata; in caso di rinuncia, il nuovo voto sostituisce quello precedente anche se inferiore. Si applicano gli stessi punteggi minimi e la stessa formula della sessione ordinaria.
Per superare l’esame, la votazione finale ponderata, arrotondata a una cifra decimale, dovrà essere pari o superiore a 5,0 su 10.
Lo studente che non ha svolto alcuna attività né sostenuto l’esame nella sessione ordinaria deve sostenere entrambe le parti.
Appendice
METODOLOGIA DIDATTICA
- Lezione frontale.
Il corpo docente funge da principale veicolo di trasmissione dei contenuti e da intermediario tra la conoscenza e gli studenti. Ciò comprende sia le esposizioni del docente sugli aspetti teorici fondamentali per la comprensione della materia, sia la partecipazione riflessiva e investigativa dello studente.
- Metodo del caso.
Analisi approfondita ed esaustiva di una situazione reale o ipotetica, ma plausibile, con l’obiettivo di comprenderla, interpretarla, risolverla, formulare ipotesi, confrontare dati, riflettere, integrare le conoscenze, formulare una diagnosi e, in alcuni casi, esercitarsi nelle possibili procedure alternative di soluzione. Consente l’applicazione pratica delle conoscenze teoriche acquisite e una discussione collettiva su ciascuna situazione.
- Apprendimento basato sui problemi.
Incentrato sulla realizzazione di un progetto, o programma di intervento professionale, che mira a risolvere situazioni o problemi complessi reali utilizzando metodologie del contesto lavorativo reale. Gli studenti applicano le competenze e le conoscenze acquisite per portare a termine il progetto. Implica il processo decisionale tra diverse alternative e l’elaborazione di un lavoro da una prospettiva personale.
- Ambienti di simulazione.
Consentono agli studenti di affrontare situazioni complesse in un modo che sarebbe molto difficile o addirittura impossibile nella realtà. Gli ambienti digitali permettono di apprendere attraverso la virtualizzazione e di applicare in essi diverse competenze chiave per le prestazioni nella vita reale.