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La situazione che stiamo vivendo a causa della crisi del COVID-19 ci ha portato a una situazione senza precedenti che sta mettendo alla prova l’intero Paese. Adattarsi alla “nuova normalità” non è un compito semplice, considerando che il virus continua a mettere in difficoltà il nostro Paese a causa delle nuove ondate.

Concentrandoci sul settore dell’istruzione, l’inizio di settembre annuncia che l’inizio di un nuovo anno scolastico, in questo caso quello 2020/2021, è ormai alle porte. Ma chi avrebbe mai immaginato che quest’anno avrebbe avuto come sfondo la situazione derivante dal coronavirus, che nel corso del 2020 si è diffuso in tutto il mondo.

In vista dell’inizio dell’anno scolastico 2020/21, gli istituti scolastici si stanno preparando contro il tempo per dare il via a un anno in cui è necessario adottare misure sanitarie preventive estreme e vigilare instancabilmente sulla sicurezza di ciascuno dei membri che fanno parte della comunità educativa: studenti, docenti e resto del personale scolastico.

Va sottolineato che l’esperienza senza precedenti che abbiamo vissuto, segnata dalla chiusura delle aule lo scorso marzo, ha messo in evidenza che un istituto scolastico deve essere pienamente adeguato alle nuove tecnologie e in grado di impartire l’insegnamento in modo efficace, avvalendosi di questi progressi che la tecnologia offre al docente per un’istruzione pienamente adeguata al XXI secolo.

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Per saperne di più

A seguito della chiusura delle aule durante il secondo semestre dello scorso anno accademico, l’insegnamento in tutti i livelli scolastici è stato erogato a distanza. Una prova del fuoco a cui ogni istituto scolastico ha dovuto rispondere, e che ha messo in evidenza la necessità di essere preparati a svolgere le ore di lezione in qualsiasi modalità: in presenza, online o mista. Infatti, la priorità assoluta è garantire un’istruzione di qualità e assicurarsi che questa non si interrompa mai.

L’incertezza su questo nuovo anno scolastico incombe su istituti scolastici, insegnanti, genitori e studenti. In realtà nessuno può garantire se lo svolgimento dello stesso avverrà in piena normalità o se, al contrario, si dovrà alternare diverse modalità didattiche per il pieno svolgimento dell’anno scolastico.

In vista dell’inizio di questo anno scolastico senza precedenti, le comunità autonome si stanno preparando a rendere operativi i propri istituti scolastici seguendo le raccomandazioni sanitarie e preventive, affinché lo svolgimento dell’anno scolastico sia all’insegna della sicurezza di tutti.

 

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Meno alunni per classe, più insegnanti

Tra le misure che si stanno adottando negli istituti di ogni ordine e grado, spicca la riduzione dell’attuale rapporto di alunni per classe, al fine di garantire il rispetto costante della distanza di sicurezza raccomandata di un metro e mezzo.

Meno alunni per classe significa avere più insegnanti per tenere le lezioni. Per questo motivo, secondo quanto riportato dal quotidiano El Confidencial , «le comunità autonome si stanno affrettando ad assumere 40.000 docenti e ausiliari per salvare l’anno scolastico», in quella che è una «corsa contro il tempo per creare nuove aule e rispettare il numero massimo di alunni per classe a soli 15 giorni dall’inizio delle lezioni». «Non si è mai assistito a un’assunzione così massiccia nel settore dell’istruzione», sottolinea il quotidiano.

Ed è fondamentale che gli insegnanti siano preparati a insegnare avvalendosi delle tecnologie didattiche, poiché il modello puramente in presenza non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori a causa della minaccia del virus. È per questo motivo che, nel corso del prossimo anno scolastico, gli istituti scolastici dovranno dimostrare di essere in grado di operare a pieno regime in qualsiasi modalità didattica, proprio come è avvenuto durante la prova del fuoco che hanno dovuto affrontare nella fase finale dello scorso anno scolastico.

 

Padroneggiare le tecnologie didattiche, una «necessità» per l’insegnante

È un dato di fatto che il mondo dell’istruzione richieda, sempre più, professionisti ben formati dal punto di vista pedagogico e che abbiano inoltre un’ampia conoscenza delle tecnologie dell’informazione e della documentazione. La chiusura delle aule in presenza a causa del COVID-19 ci ha già messo in guardia su questa grande necessità.

Essere docente al giorno d’oggi implica padroneggiare le tecnologie didattiche. Per questo motivo, è necessario compiere un salto di qualità nella formazione, acquisendo le competenze necessarie per padroneggiare queste tecnologie e applicarle in classe in modo innovativo, favorendo così l’apprendimento degli studenti.

Frequentando il Master in Nuove Tecnologie Applicate all’Educazione , si acquisisce la formazione necessaria per raggiungere un elevato livello di competenze digitali che contraddistinguono un docente “come l’insegnante del XXI secolo”. 

Inoltre, si approfondisce l’importanza della trasformazione digitale all’interno dell’istituto scolastico. Frequentando questo corso di studi avrai l’opportunità di conoscere le ultime tecnologie nel campo della gamification, delle app didattiche e degli strumenti digitali, nonché della programmazione e della robotica.

Il livello di competenze digitali dei docenti viene sempre più preso in considerazione per garantire un insegnamento di qualità in qualsiasi contesto, anche in tempi di crisi sanitaria.

Frequentando questo master otterrai anche un Diploma in Neurotecnologia Educativa, per completare così la tua formazione fondendo cervello e tecnologia. Come reagisce il cervello alla tecnologia e in che modo la tecnologia favorisce il processo di apprendimento? Non aspettare oltre e immergiti in un programma formativo completo e di grande rilevanza per i professionisti dell’insegnamento del XXI secolo. 
 

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